Programma (2024)
In continuità con la visita di papa Francesco per l’Arena di Pace del maggio scorso, la Fondazione Toniolo della diocesi di Verona, con il sostegno di Fondazione Cattolica e Generali Italia e la sua divisione Cattolica, ha promosso dal 17 al 20 ottobre 2024, la prima edizione della rassegna di eventi Poeti Sociali.
L’intuizione iniziale
L’espressione è di papa Francesco e si riferisce ad opere, testimonianze e prassi che raccontano «esperienze e iniziative generative (poiesis) che sanno creare speranza laddove appaiono solo scarto ed esclusione». È una proposta culturale plurale, aperta e intrigante che vuole mettere in luce la dimensione pratica, creativa e sociale dei valori universali ispirati dal Vangelo. Una rassegna di eventi dai linguaggi diversi (lectio, incontri, dialoghi, concerti, rappresentazioni artistiche), location insolite (istituzionali e informali, ecclesiali e civili, piazze, teatri, luoghi di lavoro e scuole), in orari accessibili e per tutti (dall’alba al tramonto).
Il tema 2024
“Itinerari di Pace”: è l’invito rivolto a tutti a ritrovare il coraggio di misurarci nella cura dell’umano e a costruire vie nuove, alla ricerca di luoghi di incontro e di dialogo, al fine di tessere legami duraturi.
Spiega don Renzo Beghini, presidente della Fondazione Toniolo: «Il poeta è colui che crea. Deriva da Poiesis che significa proprio “il fare dal nulla”. Nella logica di guerra in cui siamo immersi, in questo format “dell’occhio per occhio” che vediamo replicarsi soprattutto in Palestina, in un conflitto in cui le mie ferite e il mio dolore mi autorizzano sempre a creare ulteriore dolore, ulteriori ferite, c’è bisogno di poeti, persone in grado di creare percorsi nuovi di riconciliazione, percorsi riparativi, Intinerari di pace».
Il programma
Ricco il programma degli oltre 60 eventi che hanno alternato speech e tavole rotonde con performance artistiche, grafiche e musicali, momenti di spiritualità ecumenica, approfondimenti tematici, spazi formativi e lectio. Sono state proposte e iniziative con linguaggi diversi come storie, dialoghi, letture, concerti, spettacoli circensi, musica, teatro, arte. Anche le location sono state insolite: istituzionali e informali, ecclesiali e civili. Chiese e piazze, luoghi di lavoro, scuole, università e sale pubbliche.
Come sottolinea Daniele Rocchetti, direttore artistico della manifestazione, «Siamo stati in una dozzina di luoghi differenti con 100 ospiti e linguaggi diversi, per dare volto e voce a donne e uomini che sulla pace hanno giocato la loro vita. Quindi abbiamo ascoltato testimonianze di chi è stato attraversato in pieno dal conflitto e si è “affacciato sul dolore dell’altro”, primo passo per fare la pace. E poi relatori “pensanti”, perché la sfida è che attorno alla pace si costruisca un percorso comune di credenti e non credenti».
Dal lunedì al sabato le giornate si è aperto alle 7 con le meditazioni poetiche Ancora un’alba sul mondo nella chiesa inferiore di San Zeno e si sono concluse con un Notturno musicale per la pace nella cripta della Basilica di San Fermo alle 23.15. Tra coloro che hanno animato la meditazione mattutina, il poeta e paesologo Franco Arminio nella basilica di San Zeno. All’alba anche l’esibizione degli artisti dell’Accademia Circense davanti alla Stazione Porta Nuova e in Università.
Domenica, invece, in apertura di giornata la preghiera ecumenica per la pace nella chiesa evangelica luterana (ore 9) e, la sera, il grande Concerto per la pace con la cantante israeliana Noa alle 21 al palazzo della Gran Guardia.
Evento clou di giovedì 17 ottobre la serata nell’auditorium della Gran Guardia (dalle ore 20) con la lectio La fratellanza in tempo di guerra di Massimo Recalcati, noto psicoanalista, docente e autore italiano, e a seguire la performance teatrale Sermone al mio celeste pollaio, a cura di Mariangela Gualtieri, drammaturga e poetessa italiana.
Venerdì 18 ottobre mattina all’interno del programma di incontri con le scuole superiori veronesi, 4 giovani – due israeliani e due palestinesi – sono stati ospiti del liceo cittadino S. Maffei. E nel pomeriggio presso piazza dei Signori (ore 15), Sofia Orr e Daniel Mizrahi, da Israele, che hanno rifiutato armi e divisa, sono obiettori di coscienza e per questo reduci dal carcere; Tarteel Yasser Al Junaidi e Aisha Amer vengono dalla Palestina, sono attiviste nonviolente e difendono i diritti umani, contro l’occupazione. Quattro testimoni di pace, che credono nel dialogo, e lavorano insieme, come “gruppo misto” israelo-palestinese. Rappresentano due importanti movimenti: Mesarvot, che è una rete di giovani attivisti israeliani che rifiutano di prestare il servizio militare obbligatorio, e Community Peacemaker Teams – Palestina (CPT) che sostiene la resistenza di base nonviolenta guidata dai palestinesi contro l’occupazione israeliana.
La sera (ore 21.15) all’interno dell’auditorium della Gran Guardia il Premio Poeta Sociale 2024 per il Bene Comune, sostenuto da Generali Italia. Un momento, condotto da Marta Dal Corso con l’accompagnamento musicale a cura di Marcelo Cesena, per far conoscere al grande pubblico quattro storie di donne e uomini creatori di speranza
Nella prima serata di venerdì (ore 19.15), invece, l’auditorium della Gran Guardia ha ospitato Persona, il primo talk pubblico del “Progetto Immischiati” dedicato a una nuova narrazione della Dottrina Sociale della Chiesa. Hanno partecipato: il vescovo di Verona Domenico Pompili, Damiano Tommasi, sindaco di Verona, Anna Fiscale, imprenditrice sociale, Franco Nembrini, docente e saggista, Nicole Orlando, atleta paralimpica intervistata da Gigi De Palo, ideatore di Immischiati. In apertura anche il saluto di don Matteo Malosto, responsabile del Centro pastorale giovanile e direttore della Caritas della Diocesi di Verona.
A proposito di Caritas, nella mattinata di sabato 19 ottobre, tra i numerosi appuntamenti, il festival ha ospitato anche il quattordicesimo Coordinamento dei centri di ascolto Caritas, un’occasione di incontro e di formazione per dare voce ai territori e agli oltre 1.300 volontari che operano nei 51 Gruppi Caritas della diocesi di Verona.
Sempre sabato mattina, la HUB per il Terzo settore VR con Buerts di Generali Italia, il Convegno Generiamo poiesis sociale: terzo settore e nuove alleanze intergenerazionali, all’interno della Sala Convegni della Gran Guardia, dalle 9 alle 12. In occasione del Convegno è stato presentato il secondo rapporto sul non profit a cura di Barbara Lucini responsabile Country Sustainability & Social Responsibility, Generali Italia e di Enea Dallaglio, MBS Consulting – A Cerved Company, che ha collaborato alla stesura del rapporto. Sul tema del convegno è stata allestita una tavola rotonda alla quale hanno preso parte il vescovo Domenico Pompili, Mauro Magatti, sociologo ed economista, Antonio Fici, professore universitario di Diritto privato e membro del comitato scientifico per il Terzo settore di Generali Italia, Chiara Tommasini, presidente di Csvnet, Giorgio Mion, professore universitario di Economia aziendale e Italo Sandrini, assessore con delega al Terzo settore del Comune di Verona. Il dibattito è stato moderato da Piero Fusco, responsabile della Business Unit Enti Religiosi e Non Profit di Generali Italia. Sono stati quindi presentati i due bandi promossi da Fondazione Cattolica “Una mano a chi sostiene”, giunto alla sua seconda edizione, e “People Raising”, con l’intervento del presidente Paolo Bedoni.
Nella mattinata c’è stato spazio anche per una rilettura della Settimana Sociale dei Cattolici in Italia con mons. Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, e Claudio Gentili, della rivista La Società (ore 10), per un ricordo di mons. Adriano Vincenzi, grande promotore della diffusione della Dottrina sociale della Chiesa, a cui prenderanno parte il vescovo Domenico Pompili e mons. Dario Edoardo Viganò (ore 12), per la competizione in versi Slam Poetry (ore 12.15) e per l’aperitivo dei giovani con Marco Aime (ore 13).
Nel pomeriggio (ore 15) il sociologo ed economista Mauro Magatti parla agli imprenditori della rete #Contagiamoci!. Alle 16 è previsto il dialogo tra Lucia Vantini, del Coordinamento delle Teologhe italiane e l’attrice Lella Costa. Alle 18, invece, si svolgerà nell’auditorium della Gran Guardia La forza del perdono, il particolare dialogo tra Gemma Calabresi, vedova del commissario Luigi Calabresi, e il criminologo Adolfo Ceretti. Alle 20, poi, l’auditorium ha ospitato Incontrare l’altro è pace, dialogo tra l’antropologo Marco Aime e il biologo Stefano Mancuso.
Alle 21 il concerto di Aeham Ahmad, il pianista di Yarmouk al Teatro Nuovo prima di concludere la giornata con il Notturno musicale per la pace del pianista Nicolò Spolettini nella cripta della Basilica di San Fermo (ore 23.15).
Domenica 20 ottobre, ultimo giorno della rassegna, doppio momento di preghiera ecumenica in apertura di giornata: alle 9 nella Chiesa Evangelica Luterana, alle 10.30 nella Chiesa Evangelica Valdese.
Nel corso della mattinata, in Gran Guardia, la Lectio Europa e pace del filosofo Massimo Cacciari (ore 11), la competizione in versi Slam Poetry (ore 11.45), il dialogo tra i giornalisti Giovanni Ferrò e Gad Lerner, il cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui nella Repubblica Centrafricana.
Nel pomeriggio, alle 15, spazio al dialogo sulla figura di Giorgio La Pira, con il giornalista Paolo Pagliaro e i sindaci di Belfiore e Soave, Alessio Albertini e Matteo Pressi, moderati da Claudio Bolcato. Alle 17 Guardare il dolore dell’altro, il dialogo tra il giornalista Lorenzo Fazzini, l’autore Colum McCann, Rami Elhanan e Bassam Aramin due genitori (uno ebreo e l’altro palestinese) che hanno avuto le figlie uccise nel conflitto. Alle 17 sempre nell’auditorium della Gran Guardia, Lorenzo Fazzini ha fatto dialogare lo scrittore Colum McCann con Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese. Entrambi hanno perso le figlie Smadar e Abir, nel conflitto in Terra Santa. Per ambedue si è così aperta la necessità di una scelta tra due strade: la più ovvia è quella della vendetta e dell’odio, perché quando ti uccidono una figlia così, ti ritrovi molto arrabbiato. L’altro modo di reagire è cercare di comprendere le ragioni, le cause che hanno scatenato quanto successo, e domandarsi cosa fare per impedire che quella tragedia abbia a ripetersi. Occorre tempo, non è una decisione facile. L’incontro con i Parents’ Circle fu determinante nell’affrontare il dolore, tanto da rafforzare la loro vita e darle nuovo senso per costruire la pace e sostenere un processo di riconciliazione, perché solo la riconciliazione è prerequisito per costruire una pace duratura. Nel corso dell’incontro alcune letture di Lorenzo Bassotto,
Ultimo approfondimento della rassegna, alle 19, Osare la pace dentro i confini del mondo con Francesca Mannocchi, giornalista e documentarista italiana a cui è seguito il gran finale con il Concerto per la pace della cantante Noa alle 21.
Domenica pomeriggio alle ore 17 sempre nell’auditorium della Gran Guardia, Lorenzo Fazzini ha fatto dialogare lo scrittore Colum McCann con Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese. Entrambi hanno perso le figlie Smadar e Abir, nel conflitto in Terra Santa. Per ambedue si è così aperta la necessità di una scelta tra due strade: la più ovvia è quella della vendetta e dell’odio, perché quando ti uccidono una figlia così, ti ritrovi molto arrabbiato. L’altro modo di reagire è cercare di comprendere le ragioni, le cause che hanno scatenato quanto successo, e domandarsi cosa fare per impedire che quella tragedia abbia a ripetersi. Occorre tempo, non è una decisione facile. L’incontro con i Parents’ Circle fu determinante nell’affrontare il dolore, tanto da rafforzare la loro vita e darle nuovo senso per costruire la pace e sostenere un processo di riconciliazione, perché solo la riconciliazione è prerequisito per costruire una pace duratura.
Tutto esaurito è stato il convegno Osare la pace dentro i conflitti del mondo con la giornalista e documentarista Francesca Mannocchi in programma alle 19 sempre in Gran Guardia.